L'OFITA

 

27/12/2010
da BREVIARIO DEL CAOS - ALBERT CARACO

Albert Caraco
La nostra gioventù si sente condannata e perciò le università sono in fermento, essa ha ragione, noi abbiamo torto e stiamo preparandole un'altra guerra. L'ordine e la guerra sono legati, la nostra morale non lo ignora affatto, basta riandare all'insegnamento dei grandi moralisti: questa è l'unica certezza, noi non possiamo immaginare lo stato di Pace perpetua, l'ordine non vi resisterebbe. La nostra gioventù ha colto questa convenienza, ha compreso il nesso fra i nostri valori e le sue sventure, è una scoperta ormai irreversibile. Il paradosso è che, avendo ragione, la nostra gioventù ha torto, perché in quest'universo minacciato dall'uniformità i popoli non sono contemporanei gli uni degli altri, vi sono ancora non poche nazioni in cui la gioventù è pronta a immolarsi. I nostri giovani credono forse che quaggiù basti dichiarare pace al mondo perché il mondo dia retta?
Noi siamo all'Inferno, e la sola scelta che abbiamo è tra essere i dannati che vengono tormentati o i diavoli addetti al loro supplizio.


27/12/2010
Corriere di Siena - Lunedì 29 Novembre 2010
L’ Unione atei: "La stessa azienda pubblicitaria rifiutò il nostro spot"
"GESÙ SUL BUS; COME UN'INDULGENZA"


Bus
SIENA - Scriviamo in merito alla notizia riportata alcuni giorni fa, dello spazio pubblicitario sui bus acquistato da un privato, per esporre una gigantogrfia di Gesù. Senza criticare la scelta personale della persona, che ha avuto la possibilità di esprimere il suo pensiero e che è giusto possa spendere i suoi soldi come vuole, ci sembra doveroso ricordare ai lettori il caso del tutto analogo ma ''discordante" di quando, circa due anni fa, in tutta Italia, scoppiò la polemica per l'iniziativa dell'Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti) di comprare analoghi spazi pubblicitari sui bus per scrivere la frase "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno". che poi sfociò nel caso denominato dei “bus atei". L’iniziativa italiana non era orginale, ma riprendeva un'idea, nata in Inghilterra, della scrittrice Ariane Sherine che, infastidita da una pubblicità religiosa che minacciava la gente di "passare l'eternita tra le fiamme'', Lanciò una colletta di enorme successo, con cui potè pubblicare su alcuni bus di Londra la scritta "Probabilmente Dio non esiste, quindi rilassati e goditi la vita". L'iniziativa si espanse a macchia d'olio in tutto il mondo. Nel nostro paese in particolare, ci furono accese polemiche la più “colorita" fu senz’altro quella del direttore di Radio Maria, che si lasciò andare ad insulti contro gli atei (si può ascoltare su Youlube "Livio Fanzaga contro l'ateobus dellUaar"), invitò a non pagare il biglietto di quei bus e spiegò che potevano avere incidenti perché c'era di mezzo il demonio. Quello su cui vorremmo far riflettere è il diverso trattamento riservato a queste iniziative sui media, dove, in un caso vengono presentate come iniziative positive ( nel caso della raffigurazione di Gesù) oppure come opera del demonio, se promosse da associazioni laiche che si sentono discriminate nella libertà di espressione. Facciamo anche notare che la società che cura la pubblicità sui bus è la stessa che rifiutò la frase dell’Uaar. Vorremmo lasciare ai lettori alcune riflessioni : è davvero un’azione positiva e grata ad una divinità, l'ostensione della propria religiosità con dei manifesti comprati col denaro, o sono azioni che ci riportano indietro, al tempo delle indulgenze, in cui si credeva che pagando un obolo alla Chiesa si potesse anche ridurre il tempo di permanenza dei propri cari in Purgatorio? Perche un’azienda pubblicitaria discrimina dei clienti in base alle convinzioni religiose? L'altra domanda che ci poniamo è: se i credenti si sono mostrati così tanto irritati da scagliarsi con forza contro l'inizialiva dei bus atei, visti come una carnevalata, fino a boicottarla, non dovrebbero dare il buon esempio e mostrare rispetto verso chi può essere altrettanto infastidito da un immagine religiosa?
                                                                                                           Circolo Uaar di Siena


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