L'OFITA

 

06/01/2011
La Stampa - Giovedì 06 Gennaio 2011
HUCK FINN NON PUÒ ESSERE CORRETTO


Mark TwaindistQualche tempo fa il mio amico, il Nobel Wole Soyinka, scherzava con me sulle metamorfosi negli Stati Uniti del termine negro, diventato, nel segno del «politicai correct», nel corso degli anni prima black poi Afroamerican e infine African American. «Spero», mi disse ridendo «che alla fine si fermino». Magari si fermano, ma certo insistono; a posteriori la New South Books,editrice americana, pubblica a cura dello studioso Alan Gribben una nuova edizione del capolavoro di Mark Twain, Le avventure di Huckleberry Finn (Adventures of Huckleberry Finn) apparso nel 1885, e provvede per così dire alla ripulitura linguistica di due termini: injun (per indian, indiano d’America), e negro, appunto. È un modo curioso di rinnovare la memoria dello scrittore nel centenario della morte, il 2010. Singolare paradosso per uno scrittore maestro del comico, e nella fase finale del tragico, costretto in vita dalla moglie pudica a sostituire parole che riteneva sconvenienti, e se ne vendicò nel diario.
distPer negro non può fare altro che rivoltarsi nella tomba. Lo capisco anche troppo bene, visto che sono stato autore, più di quarant'anni or sono, di una storia dei «negri degli Stati Uniti». Poco tempo dopo un serio studioso, Alessandro Portelli, iniziò in Italia la doverosa campagna contro la parola incriminata. Con l’impertinente Mark Twain mi sento in buona compagnia e penso che l’africano Soyinka si diverta.

dist Claudio Gorlier


06/01/2011
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Giovedì 06 Gennaio 2011
ORIGINE DELL'UNIVERSO, BOTTA E RISPOSTA RATZINGER - HACK


Joseph RatzingerdistNell’omelia della messa dell’Epifania Benedetto XVI ha sostenuto che i Magi, “da uomini saggi, sapevano che non è con un telescopio qualsiasi, ma con gli occhi profondi della ragione alla ricerca del senso ultimo della realtà e con il desiderio di Dio mosso dalla fede, che è possibile incontrarlo, anzi si rende possibile che Dio si avvicini a noi”. L’universo, ha proseguito il papa, “non è il risultato del caso, come alcuni vogliono farci credere. Contemplandolo, siamo invitati a leggervi qualcosa di profondo: la sapienza del Creatore, l’inesauribile fantasia di Dio, il suo infinito amore per noi”. Secondo Joseph Ratzinger, “non dovremmo lasciarci limitare la mente da teorie che arrivano sempre solo fino a un certo punto e che – se guardiamo bene – non sono affatto in concorrenza con la fede, ma non riescono a spiegare il senso ultimo della realtà”.
Al pontefice ha risposto Margherita Hack, intervistata da Repubblica: “naturalmente si tratta di punti di vista diversi: quello del papa è basato sulla fede, quello degli scienziati è invece fondato sull’osservazione”. Inoltre, “gli scienziati non pretendono di rispondere alla domanda su che senso abbia l’universo, ma lo accettano così com’è e cercano di capirlo e studiarlo”.

distRaffaele Carcano



06/01/2011
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Giovedì 06 Gennaio 2011
PER TOLSTOJ PERMANE LA SCOMUNICA


Lev TolstojdistLo scorso 20 novembre ricorreva il centenario della morte di una delle più grandi figure della storia russa, Tolstoj. Figura grande e insieme controversa, come moralmente e artisticamente complessa fu la sua vita, religiosamente, socialmente, politicamente impegnata, con forti interessi umanitari e grande libertà di ricerca. Il prestigio mondiale raggiunto dall’artista gli permise di attaccare le istituzioni, fra cui la Chiesa, la proprietà privata e ogni forma di violenza. Le idee anarchiche e pacifiste di Tolstoj, pur inserite in un quadro di valori cristiani, avevano urtato talmente la Chiesa ortodossa russa, che il santo sinodo nel febbraio del 1901 lo scomunicò.
distIl New York Times riferisce che Sergej V. Stepašin, molto legato alla Chiesa, già primo ministro e attuale presidente degli editori, ha scritto al capo della Chiesa russa ortodossa, divenuto in questi anni arbitro della vita politica e culturale, per chiedergli per Tolstoj il perdono e l’annullamento della scomunica di 110 anni or sono. Stepašin ammette di non aver nutrito speranza circa il possibile successo della sua richiesta, e infatti la risposta della Chiesa, pubblicata nel giornale statale Rossijskaja Gazeta riconosce il valore dell’opera di Tolstoj e permette ai fedeli di pregare per lui nell’anniversario della morte, ma ne condanna la personalità tragica, ricordando che Tolstoj impiegò il suo grande talento per distruggere l’ordine sprituale sociale della tradizione russa e che non per niente i bolscevichi ne esaltarono l’opera. Perciò nelle chiese non possono ardere ceri né leggersi commemorazioni in suo onore.

distErmanno Morgari


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